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Scelte Batterie per accumulo durata 50 anni

Autoconsumo

La tecncologia degli Accumulatori unisce affidabilità è robustezza grazie alle sue piastre in piombo puro spesse oltre 11 mm, garantendo una vita di progetto di circa 50 anni.
Questa tipologia di accumulatori inventata nel 1859 è ancora oggi il fulcro ed il sistema di accumulo più affidabile ed efficiente, negli
impianti off-grid, ovvero di tutti quegli impianti che sono disconnessi dalla rete elettrica nazionale.
Il più delle volte in questa tipologia di impianti, gli accumulatori commerciali sono i primi a morire, determinando il completo blackout dell'impianto nel giro di circa 5-6 anni nel caso di accumulatori di buona qualità.

L'accumulatore da noi scelto è dotato di piastre in piombo puro raffinato per garantire nel tempo la perfetta adesione delle materie attive al supporto, senza causarne il distaccamento e
quindi la perdita di capacità. Le materie attive, forza motrice dell'accumulatore, sono prodotte in loco, sulle piastre stesse, senza procedimenti chimici esterni o sistemi di incollaggio.

La tensione di fine carica di un elemento al piombo in fase di equalizzazione, che sfrutta la chimica piombo - acido solforico, deve essere indistintamente compresa fra 2,6 e 2,7V.
Purtroppo sugli accumultaori commerciali troviamo spesso la tensione di equalizzazione impostata a 2,4 – 2,5V, questo è necessario per preservare le sottili piastre dalla corrosione e quindi dalla distruzione dell’elemento stesso. Questo crea però altri problemi, quali la solfatazione delle materie attive, dovendo ricorrere a fastidiose e
spesso inefficaci soluzioni come i desolfatatori, e danno più grande crea la stratificazione dell’elettrolita, che porta problemi ancora più gravi della solfatazione.

Gli accumulatori da noi scelti, avendo piastre molto spesse, progettate sulle basi di progetti originali del suo inventore, risolve tutti questi problemi. Le soglie di fine carica così alte, garantiscono infatti una totale riconversione delle materie attive durante la ricarica, e soprattutto i gas che si sviluppano per il breve tempo in cui l’accumulatore è portato a quelle tensioni, garantisce un rimescolamento idoneo dell’acido solforico, andando a risolvere in modo definitivo il problema della stratificazione dell’elettroilita.

Pubblicato il 16.08.2015

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